Bollicine: Piccolo spazio … Pubblicit? …

by Zava on

Vi siete mai chiesti perche’ il Vasco amasse cosi’ tanto la COCA COLA ? Cosi’ tanto da dedicargli una canzone ?

Coca Cola

Volete conoscere la vera storia della Coca-Cola ?

Ecco per voi un riccolo riassunto della storia dell’ azienda e delle sue vicissitudini, un incrocio tra politica, scandali, distrazioni, marketing, spionaggio e droga …

bevi la coca cola che ti fa bene
bevi la coca cola che ti fa digerire
con tutte quelle, tutte quelle bollicine…

(Vasco Rossi, Bollicine, 1983)

clicca su "(Continua…)" per leggere tutto l’ articolo

Dopo il 1989, le vendite mondiali di Coca Cola superarono quelle di qualunque altra bibita locale. All’epoca c’erano ancora maree di bevande al cui gusto i consumatori erano anche più abituati. Ma la Coca Cola li battè tutti. Perché? Semplice: questione di coca, la ricetta neanche tanto segreta visto il nome.

L’azienda, nata alcuni decenni dopo la guerra civile americana, divenne subito estremamente popolare proprio grazie a questo ingrediente irresistibile. All’inizio del ventesimo secolo, gli stessi creatori della Coca Cola ammettevano che nella loro bevanda vi fosse cocaina. E nel 1903 vennero messi sotto controllo dalle autorit? per l’utilizzo di cocaina in una bevanda che, per molti anni, era stata disponibile nelle farmacie.

Ora, da circa un secolo, la Coca Cola Company nega che ci sia mai stata cocaina nelle bibite e che ci sia anche ora. Il motivo è ovvio: i derivati dalle foglie di cocaina causano reazioni collaterali e provocano assuefazione. L’aggiunta di cocaina ha anche un effetto primario sul subconscio. Fino al 1989, quando si beveva Coca Cola, si provava un improvviso eccitamento. Uno dei dirigenti della Coca Cola sosteneva che l’avesse aiutato a dar sollievo a un dolore del quale soffriva dall’infanzia, a causa di un trauma cranico.

Il 1989 fu un anno di di svolta. La ricetta segreta della Coca Cola fu rielaborata dalla Stepan Chemical Company, con sede a Northfield, nell’Illinois, un sobborgo di Chicago, per mezzo della Maywood Chemical Division del New Jersey. Ed è qui che George Herbert Walker Bush entra in scena. Dopo undici mesi e mezzo come direttore della CIA, nel 1976, era diventato direttore della Eli Lilly Company, che otteneva la cocaina dalla Stepan. La scalata al potere e la fortuna del padre di Bush, in gran parte si basarono sin dall’inizio sulle droghe e sullo spionaggio.

D’altronde faceva parte della CIA sin dal 1959. Come è dimostrato da un documento dell’FBI, fu determinante nell’insabbiare le indagini sull’assassinio del Presidente John F. Kennedy. La sua ditta, finanziata dai reali britannici, era la Zapata Petroleum, poi denominata Zapata Offshore. Aveva sedi in tutto il mondo. Tra le altre cose aveva piattaforme all’estero per l’estrazione del petrolio. I centri di produzione di droghe, invece, si trovavano in Colombia, Bolivia, Perù, Ecuador e altre localit? e venivano raggiunte con elicotteri che partivano dalle piattaforme petrolifere all’estero della Zapata. Questi elicotteri portavano abitualmente i rifornimenti.

Tuttoggi, come riportato dall’agenzia Reuters, l’eliporto è il luogo di scambio e di traffico di droga tra “uomini in nero” e narcotrafficanti. La droga finiva poi negli Stati Uniti, e in parte, nelle bibite di Coca Cola. Ma dal 1989 alcuni personaggi di spicco all’interno della Food and Drug Administration si misero a ricattare l’azienda attraverso documenti scottanti. E così si cominciò a togliere la cocaina dalla ricetta base della Coca Cola.

Fu a questo punto che il padre di Bush, uno dei principali baroni del traffico di droga, cominciò ad agire. Fu subito dopo la sua nomina a presidente che ordinò alle truppe USA di invadere uno stato sovrano, Panama, in mano al narcotrafficante Manuel Noriega; Bush fece rapire Noriega e lo fece processare in Florida. La difesa di Noriega venne impedita da un giudice federale in mano alla CIA, così da evitare che uscisse qualunque dettaglio che dimostrasse che il padre di Bush e Noriega erano in affari per il traffico di droga in Colombia, confinante con Panama. Alcuni giornali pubblicarono una foto di Bush Padre e Noriega che confabulavano a un incontro d’affari.

La “Famiglia del Crimine” dei Bush era anche in affari con il signore della droga della Colombia, Carlos Lehder, che venne estradato in Florida e testimoniò al processo di Noriega, per proteggere i Bush. La sentenza di Lehder venne resa molto lieve. Poi Lehder scomparve del tutto dalle prigioni USA. Chandra Levy cercò di scoprire come Lehder fosse scomparso dalla prigione. E questo portò al suo omicidio. Sempre nel 1989, si intensificarono gli affari tra la “Famiglia del Crimine” dei Bush e Osama bin Laden, così come con altri membri della famiglia bin Laden, per il commercio di oppio dall’Afghanistan, passando per l’Arabia e poi per l’Europa. Il traffico doveva essere direttamente controllato dai Bush, senza nemmeno l’intermediazione della CIA.

Tutti questi narco-business, nel 1989, modificarono la politica della Coca Cola: oltre a calare le tracce di cocaina lasciate nelle bevande distribuite negli USA, calarono anche le vendite USA; aprire una lattina di Coca Cola non dava più la stessa eccitazione che dava negli anni precedenti.

Mentre nel resto del mondo, le vendite di Coca Cola superarono quelle di qualunque bibita locale. Perché nelle bevande prodotte per l’estero c’era ancora la cocaina. Così i consumatori oltreoceano venivano “forzati” a continuare a bere Coca Cola. Gli esperti di marketing della Coca Cola affermarono che la crescita delle vendite avesse a che fare con le scelte brillanti di spot in televisione, anche se i luoghi di diffusione della bevanda vedevano solo un 10 percento della popolazione in possesso di una tv.

Alcuni governi stranieri, però, cominciarono a farsi sentire, dato che oltreoceano la Coca Cola non dava contributi alle necessit? locali, alle squadre sportive o altri finanziamenti come avviene negli USA. Così in Belgio, Spagna, Italia e India, così come in molti altri luoghi, le autorit? attaccarono la Coca Cola con alcune denunce che la accusavano di usare sostanze tossiche, altre di sfruttamento, altre di doping amministrativo. Tutti gli uffici nei quali la Coca Cola teneva le registrazioni e i materiali sono stati fatti sloggiare, al fine di mandare un chiaro messaggio al quartier generale della Coca Cola ad Atlanta, in Georgia.

Nello stesso modo si stava anche inviando un messaggio ai boss della CIA, così strettamente collegati alla Coca Cola. E la Coca Cola ha dato vita ad altre strane situazioni: ha creato, in Irlanda, un importante centro per mischiare gli ingredienti, inclusa la cocaina. Ci sarebbe anche un coinvolgimento di parte dell’IRA (l’esercito republicano irlandese) che, in accordo con la mafia russa, è molto attiva nel traffico di droga dalla Colombia.

La Casa Bianca di Bush, raramente menzionata, ha inviato migliaia di soldati statunitensi in Colombia, per proteggere le strutture della Coca Cola e la sicurezza dei suoi contratti, direttamente o tramite alcuni infiltrati addetti alla lavorazione delle foglie di coca. Lo sviluppo più misterioso del 1989? A volte la Coca Cola non ha rinnovato il proprio copyright. E così ora è posseduto da un produttore di animazioni in Indiana.

No tags for this post.

Written by: Zava

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *